


LA FOTOGRAFIA DIFFUSA, LIBERA
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L'INTERAZIONE DEGLI ITALIANI IN SOMALIA
DAL 1950 AL 1990. RACCONTI FAMILIARI.
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Ambasciata italiana Mogadiscio 1968 Lorenza, Fatima e Hassan
Mogadiscio, 1968 - I miei genitori Hassan Adde Culmie (1929-2005) e Lorenza Bettella (1939 ñ 2013) assieme a mia sorella maggiore Fatima posano per una foto ricordo durante un ricevimento all'Ambasciata italiana di Mogadiscio.
Mio padre, che all'epoca lavorava alla zecca di Stato somala, aveva conosciuto mia madre ai primi anni Sessanta a Padova alla cui Università studiava Giurisprudenza, laureandosi nel 1966 con il Prof. Alberto Trabucchi.
Io in questa foto non compaio perchè ero rimasta a casa con la tata. Come si può notare, mia madre era in dolce attesa di mio fratello Iusuf, l'unico di noi quattro fratelli nato a Mogadiscio.
Sebbene fossi piccola (lasciammo la Somalia nel settembre del 1970, io avevo quattro anni), conservo molti ricordi di Mogadiscio: la casa, i giochi con i bambini del vicinato, l'asilo presso le suore dell'ordine della Consolata di Torino.
I miei genitori frequentavano molte giovani famiglie italiane, somale, italosomale, russe, americane. Respiravamo un'atmosfera internazionalista. Sono cresciuta tra due continenti, due culture, due lingue, due religioni, assorbendo i valori che i miei genitori mi hanno trasmesso, in particolare quelli del rispetto reciproco, dell'ospitalità, dell'interculturalità, del superamento delle barriere attraverso la ricerca della conoscenza verso ciò che è Altro da me. Tutto questo mi ha portato, nel mio attivismo sociale, ad abbracciare altre culture, lingue, religioni e a battermi per una società inclusiva che consideri la differenza una preziosa risorsa.
